“What is Europe to You?” (Che cosa è l’Europa per te?) È una domanda semplice quella che la fotografa Lisa Borgiani rivolge alle persone che incontra per strada. Le fotografa e accanto al ritratto annota una risposta: poche parole, un pensiero, a volte un ricordo. Da questo dialogo nasce la mostra itinerante “What is Europe to You?”, ospitata di recente all’Istituto Italiano di Cultura di New York e destinata a proseguire il suo viaggio anche in altre città del mondo.
Il progetto, avviato da Borgiani nel 2019, assume oggi un significato ancora più forte di fronte alla fragilità che l’Europa sta mostrando nell’affrontare la difficile situazione geopolitica con cui si confronta quotidianamente: la vicinissima guerra in Ucraina dopo l’invasione russa del febbraio 2022; le tensioni in Medio Oriente con il conflitto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania dal 7 ottobre 2023 e con la guerra in Iran dopo gli attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti del 28 febbraio scorso; ma anche le questioni economiche e strategiche che riguardano i dazi americani, il petrolio, le armi, la sicurezza, le migrazioni…
Negli anni, questo progetto è diventato un archivio di oltre mille volti fotografati in diverse città europee — da Atene a Berlino, da Parigi a Budapest — ai quali si sono aggiunte voci raccolte anche a New York. Ogni ritratto è accompagnato da una breve testimonianza: un nome, una professione, una parola chiave. Piccole dichiarazioni che, insieme, compongono un mosaico dell’identità europea contemporanea.
Ecco che per alcuni l’Europa significa valori come libertà e democrazia; per altri opportunità e mobilità; per altri ancora pace, memoria storica o semplice appartenenza culturale. C’è chi la vede come una promessa e chi come un progetto incompiuto. Le immagini ritraggono studenti, lavoratori, artisti, passanti, pensionati…
Per Alicja, studentessa polacca, “l’Europa è casa“; per Lluís, pensionato spagnolo, “L’Europa è un’associazione di Stati che mira ad integrare le diverse persone che vi abitano, con lingue e modi di pensare differenti”; per Nacho, venditore ambulante spagnolo, “È una prigione di cristallo“, per Rudie, ufficiale dell’esercito ucraino, “L’Europa è nostra alleata“; per Marco, attore e modello italiano, “È una forza positiva“. Le risposte sono tante e diverse, come le esperienze, le emozioni e le prospettive degli intervistati.
Nell’allestimento newyorkese accanto ai ritratti di Lisa Borgiani, compaiono quelli realizzati da Mykhaylo Palinchak, Olga Kovalova, Katya Moskalyuk e Tim Melnikov, quattro fotografi ucraini che hanno catturato lo sguardo di chi vive il continente in tempo di guerra. E qui la domanda iniziale si trasforma in una riflessione più ampia su identità, confini e futuro.
Il risultato di questo lavoro in evoluzione è un racconto visivo: è un’Europa che non coincide con una definizione politica o geografica, ma con un insieme di voci, volti, parole. Appiccicati alle pareti dello spazio espositivo, restano incisi nella mente del visitatore che, guardando all’Europa di oggi e domani, cerca la propria risposta.
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Lisa Borgiani è un’artista che da oltre quindici anni lavora tra fotografia contemporanea e installazione, creando opere che mettono in relazione immagine, spazio e pubblico. I suoi progetti, spesso modulari e adattabili al contesto espositivo, dialogano con l’architettura e invitano alla partecipazione.
Ha esposto in istituzioni internazionali come l’Ambasciata d’Italia a Washington, il Parlamento Europeo e diversi Istituti Italiani di Cultura. Tra i lavori recenti, il progetto The Unexpected Meets Rationalism esplora il rapporto tra modernismo e creazione contemporanea ed è stato sviluppato durante una residenza sull’Isola Comacina.





















