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DoveStiamoAndando? A imparare con l’astrologia

Ph. Denes Kozma – Unsplash

MILANO – Ironico, provocatorio, curioso, studioso di storia dell’arte, cultore di filosofia e di fisica specialmente quantistica, Marco Pesatori è una delle rare persone di cui, dialogando, non riesci a prevedere né cosa dirà né come risponderà o reagirà.

L’astrologia legge la vita, la sua stupefacente relazione con i cicli temporali che riguardano sia il macrocosmo sia il microcosmo. È la scienza del tempo, in accordo con ritmi planetari che ininterrottamente creano disegni mai uguali l’uno all’altro e che non differiscono dall’andamento di quanto avviene sulla terra, dentro e intorno a noi. In definitiva, l’astrologia è cultura; non è roba per astrologi.

E gli oroscopi?
Sono niente più di un rito, un gioco, una tradizione simpatica, per me personalmente una scusa per stimolare l’attenzione, invitare a riflettere, trasmettere sensazioni. Però non ne dedurrei automaticamente che gli oroscopi pubblicati sui media siano tutti falsi; direi che sono “approssimativi”, ecco. Chiaro che se esamino il tema natale della persona, il discorso diventa più preciso, utile per conoscersi e gestire i propri cicli temporali.
In ogni caso deve essere ben chiaro che gli astri non determinano nulla: sono le tue scelte che contano.

Come deve essere scritto, un oroscopo?
Prima di tutto in perfetto italiano (il che non è sempre scontato); poi deve essere geniale, creativo, saper parlare direttamente al cuore, tenersi alla larga dalle banalità: un’occasione per riflettere, sognare, mettere in moto l’immaginazione.
Questo modo di pensare non sembra in realtà molto popolare sia fra astrologi sia fra appassionati della materia, almeno in Italia.

Ph. Dario Bronnimann – Unsplash

Da noi l’astrologia è particolarmente arretrata perché tale è la dialettica culturale in generale. In Giappone, Cina, India, Sud America, nella stessa Francia, Spagna, Germania, negli Stati Uniti c’è ben altro rispetto. Alla Sorbona (dove peraltro ha insegnato astrologia il nostro Giuseppe Bezza) oppure a Los Angeles o nella stessa Oxford ci sono state numerose lezioni e corsi di astrologia. Noi siamo chiusi, in questo campo e in tanti altri: basti vedere come l’astrologia viene trattata da tv e radio.
Eppure non poche persone prendono molto sul serio quelle previsioni.
A volte mi chiedo quale sia il loro quoziente intellettuale. Il trionfo dell’ignoranza.

C’è anche da dire che le partite si giocano sempre insieme
Infatti. Perciò ho premesso che l’astrologia non è roba per astrologi. È una disciplina femminile, ecologica, divertente, gioiosa e salutare. Al pari della vita vera, della conoscenza.

Se fosse musica?
Sarebbe jazz, per la creatività, la capacità di costruire suggestioni partendo da un simbolo.

Nel suo studio di Milano, 15 grossi volumi neri raccolgono le migliaia di lettere che ha ricevuto per le sue rubriche di oroscopi.
Non di rado le si rimprovera però una certa difficoltà di lettura.
Vero. Fa bene dover rileggere due o tre volte; sono abituati a sorbirsi tutto in fretta. Bisogna rallentare. E guardare cosa c’è nella punta della forchetta, come diceva William Burroughs.

È in corrispondenza astrologica con personaggi famosi?
Sì, soprattutto scrittori, poi artisti, diversi attori e registi, molti psicoanalisti, qualche politico, alcuni musicisti e qualche grande imprenditore.

Lei scrive romanzi e fa anche counselling: i suoi riferimenti, oltre allo specifico sapere astrologico?
Poesia, pensiero psicoanalitico, fisica specialmente delle particelle subatomiche, filosofia (con molta attenzione al Rinascimento, perché l’invito a riflettere sulla piena sintonia tra uomo e natura fu grande intuizione di quel periodo).

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