LIBRI/ ‘Un vulcano chiamato Siria’. Intervista all’autore Abdullah Alhallak

Un vulcano chiamato Siria” è una panoramica sulla Siria di oggi e di ieri. Abdullah Alhallak, giornalista siriano e autore del volume, s’interroga sul futuro del proprio Paese e pone l’accento sull’importanza della democrazia per garantire una pace stabile e duratura. Lo abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del libro.

Come era la Siria prima della “Primavera araba”?
Dopo la salita al potere di Bashar al-Assad, a luglio del 2000, tutti si aspettavano una trasformazione. Gli appelli e le richieste per il cambiamento democratico e il pluralismo politico cominciavano a levarsi sempre più forte all’interno del Paese. Bashar al-Assad promise che avrebbe varato delle riforme. Il 27 settembre 2000 gli intellettuali siriani pubblicarono il “Manifesto dei 99“, inaugurando la “Primavera di Damasco”. Il 9 agosto 2001 cominciarono, però, le retate di arresti contro gli attivisti e gli intellettuali della Primavera.

Bashar al-Assad era quindi determinato a mantenere il suo potere?

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Come fiume che scorre, un viaggio tra realtà e immaginazione

Orissi dance back stage, India. Ph. Angelo-Redaelli

Orissi dance back stage, India. Ph. Angelo-Redaelli

Come fiume che scorre” è un viaggio tra i colori, la musica, la danza e, soprattutto, le emozioni. Sabato 22 dicembre si aprirà a Milano la mostra fotografica di Angelo Redaelli: una sequenza di immagini dell’India, scattate nel corso di trent’anni di viaggi nelle varie regioni.

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Apatridas, gli Invisibili in mostra a Madrid

Non è una semplice mostra fotografica dove poter ammirare belle immagini con occhio critico, “Apatridas. El laberinto de los invisibles” (Apolidi, il labirinto degli invisibili)” è un’esposizione dove si può sperimentare la sensazione di invisibilità e di disagio di oltre 10 milioni di uomini, donne e bambini che vagano nel mondo privati della loro identità .

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